Tra le numerose responsabilita' imposta dal nuovo codice del condominio all'amministratore, rientra anche l'obbligo di censire un registro anagrafico riportante dati specifici relativi a ciascun ente amministrato. Il modello maggiormente utilizzato prevede che vengano riportati elementi di dettaglio pubblici - come quelli inerenti all'identificazione catastale - e privati - cessione di diritti reali, situazioni di sicurezza degli impianti-.
Pur riconoscendo alla norma (in vigore dal prossimo 18 giugno) una valenza di sicurezza generale, risulta inevitabile l'insorgenza di alcuni dubbi relativi alla richiesta di alcuni elementi che dovrebbero gia' esser noti all'amministratore (millesimi di proprieta', piano, dati catastali) ed in particolare ci si chiede il motivo per cui tali dati debbano venir replicati inutilmente. Altra perplessita' e' la richiesta di dati che dovrebbero rientrare nell'autonomia della proprieta': quale nuovo ruolo dovrebbe assumere l'amministratore per acquisire le notizie relative ad un eventuale cessione del diritto di abitazione, ipoteca o servitu'? Ed in futuro chi mai si ricordera' di far aggiornare tali dati ? Ed, infine, i dati relativi alla sicurezza degli impianti che, fino ad oggi rientrano nella piena responsabilita' del proprietario, renderanno l'amministratore corresponsabile di eventuali inadempimenti ed addirittura soggetto di possibile concorso in omissione per non aver trasmesso tempestivamente i dati in suo possesso alle autorita' competenti ?
Un'ulteriore imposizione che pone dei nuovi costi gestionali a carico degli studi di amministrazione e nuove fonti di chiarimenti ed incomprensione che difficilmente potranno venir recuperati. Nel complesso ci sembra una norma perfettamente inutile . della quale, in questo momento, potevamo certamente farne a meno.