giovedì 11 aprile 2013

SVILUPPO E PROGETTI

 La fase stagnante del comparto edile impone alcune serie riflessioni sul come e quando potra' esservi un rilancio. Il primo concetto da assimilare e' che i tempi sono diversi da quelli che hanno condotto all'ultimo vero boom immobiliare risalente agli anni '60. Allora come oggi lo sviluppo deve interpretare le esigenze e le richieste di quanti vogliono e devono investire nel settore. Ieri si parlava dell'impellenza di consolidare un patrimonio personale con prospettive di crescita e quindi di interrompere l'esborso a vuoto del canone di locazione - al tempo costituente la prevalente soluzione per la casa - procedendo all'acquisto dell'immobile. In tale mercato tale esigenza era accompagnata da una diversa tecnica costruttiva grazie all'utilizzo di nuovi macchinari, nuove tecniche e nuovi materiali. Le strutture prima realizzate in legno e laterizi trova il diffuso utilizzo del cemento armato. Lo sviluppo e l'evoluzione tecnica affiancava la reale esigenza richiesta dal mercato.
Torre_Citylife_Isozaki_Maffei I criteri e le tecnologie degli anni '60 oggi non possono rispondere alle moderne esigenze perche' le richieste di oggi devono sopperire alle condizioni mutate dell'economia e della societa'; non si parla solo di difficolta' di accesso al credito ma anche di un modo di vita profondamente diverso. Le certezze sono lentamente svanite, siamo molto piu' disponibili a trasferimenti di lavoro in altre citta' o stati. L'ambiente domestico risulta generalmente dimensionato per le proprie esigenze primarie, riducendo drasticamente spazi destinati all'aggregazione sociale. Le famiglie moderne spesso sono frazionate con conseguente modifica del proprio spazio da un unico appartamento di medie-grandi dimensioni in due o piu' appartamentini di minori dimensioni. Considerati poi le possibili future complicazioni dei sistemi di trasporto, gli ambiti urbani, anche se rumorosi e inquinati, rispondono sempre maggiormente alle richieste degli investitori, offrendo da subito un'immediatezza di servizi e divertimenti. Ultimo elemento riguarda le cautele per la spesa di gestione dell'immobile, intese come consumo energetico e future manutenzioni.  Su queste tendenze dovranno svilupparsi i progetti e le realizzazioni delle nuove risposte abitative. La semplice riqualificazione di appartamenti in zone centrali potrebbe non essere sufficiente: gli interventi dovrebbero riguardare lo stabile nel suo complesso rendendo economico e possibile tale operazione anche sfruttando lo spazio verticale. Si dovrebbe infine alleggerire il pesante quadro fiscale-normativo relativo all'acquisto ed alla successiva rendita di un immobile la cui destinazione sia la locazione. Ridurre le pretese fiscali non comporterebbe una riduzione delle entrate ma certamente un incremento, considerato che si ridarebbe una notevole spinta ad un nuova fetta di mercato in attesa di essere sviluppata.
Una possibile risposta progettuale a quello che potrebbe essere la casa del domani e' consultabile e visibile  al link http://www.archinfo.it/grattacielo-tca-citylife-a-milano-arata-isozaki-e-andrea-maffei/0,1254,53_ART_8551,00.html . Interessante l'abbinamento di  tecnologie quasi 'rubate' alla cantieristica navale che comporterebbero una notevole razionalita' nella costruzione e nel conseguente costo.