Chi ha detto che la crisi economica comporta solo aspetti negativi? Tra quelli da annotare nell'ambito degli elementi positivi rientra senz'altro lo stimolo all'innovazione. Nei periodi economici positivi infatti l'evoluzione dei materiali e delle tecniche edili segna un marcato rallentamento essendo gli sforzi produttivi concentrati nei grandi numeri confortati dai minimi rischi che le vecchie e collaudate tecnologie generalmente comportano.
Recentemente, se tralasciamo il tentativo orientato alla riqualificazione energetica (anch'esso derivante da una propria crisi) dobbiamo constatare che gli orientamenti in tema di tecniche costruttive risultano allineate alla realta' dei cantieri edili che, generalmente interpreti della tradizione conservatrice, rigettano nuove idee che potrebbero condurre a nuove e stimolanti sfide. La crisi dovrebbe costituire un fattore catalizzante per abbassare i costi senza ridurre la qualita'. Il tratto debole di questo processo e' proprio il collegamento tra pensiero ed esecuzione, tra progetto e realizzazione, a cui dovrebbero seguire le discussioni, le verifiche e la sperimentazione.
Dal Nord-Ovest arrivano nuovi tentativi di modernizzare e razionalizzare il normale processo produttivo che, ad oggi, risulta troppo frazionato per essere economico e di qualita'. L'idea e' quella di creare una cellula tecnologicamente avanzata da inserire nello scheletro di una struttura dismessa di origine industriale. Si andrebbero a valorizzare e riqualificare tali zone geografiche che, tra l'altro, possono disporre di ampi spazi per l'utilizzo comune (posteggi auto, giardini, zone di cultura, relax, svago ecc.), costituendo la vera alternativa alla ristrutturazione dei palazzi storici presenti nei nostri centri e contribuendo a riossigenare i nostri soffocanti centri urbani .
