Nei mercati economici
bisogno e valore assumono
rispettivamente il ruolo di causa ed effetto: tanto più una cosa diventa
importante tanto più verrà apprezzata. Nel settore immobiliare stiamo
assistendo ad un progressivo scambio di ruoli determinato dalla difficoltà di
assimilare le nuove esigenze del mercato e di tranquillizzare e stabilizzare
gli equilibri patrimoniali a cui gli immobili spesso si riferiscono.
Le procedure di valutazione standardizzata Basilea 2 applicata dagli estimatori immobiliari spesso non riescono a cogliere le importanti modifiche sociali a cui stiamo assistendo, e tanto meno i valori tabellati nelle quotazioni che spesso leggiamo sui giornali. Ne escono considerazioni statistiche che generano eccessivi allarmismi con ulteriore alterazione dell’andamento del mercato stesso. Gli immobili, per loro natura, rappresentano una consistenza significativa dei patrimoni familiari ed aziendali e, malgrado tutto, rimangono le garanzie preferite delle Banche per ogni operazione di finanziamento. La stretta creditizia per finanziare gli acquisti a cui stiamo assistendo unite alle modificate esigenze della società, costituiscono le principali cause della crisi a cui stiamo assistendo. Se non opportunamente corrette, le conseguenze si estenderanno non solo agli operatori ed alle aziende collegate, ma interesseranno inevitabilmente le consistenze economiche di ognuno. Continuare in un piano confuso di leggi che ostacolano ed offuscano il mercato immobiliare, insistere nella tassazione dei piccoli patrimoni e non sostenere gli strumenti per l’acquisto, significa allontanarsi in maniera irrecuperabile da ogni speranza di ripresa e di crescita.
Le procedure di valutazione standardizzata Basilea 2 applicata dagli estimatori immobiliari spesso non riescono a cogliere le importanti modifiche sociali a cui stiamo assistendo, e tanto meno i valori tabellati nelle quotazioni che spesso leggiamo sui giornali. Ne escono considerazioni statistiche che generano eccessivi allarmismi con ulteriore alterazione dell’andamento del mercato stesso. Gli immobili, per loro natura, rappresentano una consistenza significativa dei patrimoni familiari ed aziendali e, malgrado tutto, rimangono le garanzie preferite delle Banche per ogni operazione di finanziamento. La stretta creditizia per finanziare gli acquisti a cui stiamo assistendo unite alle modificate esigenze della società, costituiscono le principali cause della crisi a cui stiamo assistendo. Se non opportunamente corrette, le conseguenze si estenderanno non solo agli operatori ed alle aziende collegate, ma interesseranno inevitabilmente le consistenze economiche di ognuno. Continuare in un piano confuso di leggi che ostacolano ed offuscano il mercato immobiliare, insistere nella tassazione dei piccoli patrimoni e non sostenere gli strumenti per l’acquisto, significa allontanarsi in maniera irrecuperabile da ogni speranza di ripresa e di crescita.