mercoledì 9 ottobre 2013

RIFORMA DEL CATASTO

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-07/catasto-riforma-scalda-motori-063949.shtml?uuid=Ab1HvRpI
La riforma del catasto sta richiedendo l'utilizzo imprevisto di enormi risorse tecnico-burocratiche che inducono l'allungamento dei tempi tecnici dell'avvio a quattro/cinque anni. Il primo dubbio che sorge e' se tale modifica comportera' un vantaggio alle casse dello stato: dalle probabili maggiori entrate dovra' essere detratto il costo non indifferente delle strutture e degli uomini per attivarla.
Il secondo dubbio deve considerare la costituzionalita' di una imposizione che sempre piu' si avvicina ad una patrimoniale, essendo applicata ad un valore commerciale piuttosto che ad una presunta rendita dell'immobile; fatto che si allontanerebbe dai concetti principe della tassazione in funzione della capacita' reddituale di ognuno. Terzo dubbio sta nell'efficacia della tassazione, che, non considerando il trend negativo delle transazioni immobiliari e il conseguente deprezzamento commerciale degli immobili, focalizza i parametri della tassazione sui valori odierni. Fatto questo che renderebbe probabile, all'avvio della riforma, un impatto economico ancor piu' evidente e comportando al momento un ennesimo fattore di incertezza in un mercato asfittico che nella sua pochezza sta contribuendo in maniera determinante a deprimere non poco la nostra economia. Se il concetto della riforma e' quello di incrementare le entrate fiscali, ritengo che, al pari dell'aumento delle aliquote dell'IVA, si possa tranquillamente prevedere l'esatto contrario. Se il concetto dovesse essere quello di una maggior equita' fiscale si potrebbe facilmente desumere che, con questa riforma, le fasce basse contribuirebbero, proporzionalmente al loro reddito, in maniera superiore a quelle agiate. Una riforma pertanto che si dimostra sin dal suo avvio inutile e dannosa