Dall'articolo pubblicato sul link si possono trarre numerose impressioni. Sicuramente fa riflettere come un argomento la cui utilita' e' tutta da dimostrare, crei ad oggi incertezze ed indecisioni che richiedono a loro volta interpretazioni e valutazioni approfondite a tutela di cio' che puo' e non puo' esser fatto.
E' assodato infatti che l'amministratore deve acquisire i dati dei propri assistiti per poter esercitare la propria attivita' con la fiducia e la precisione di cui deve disporre; ma ci voleva proprio una Legge ? E che dire delle scadenze operative ristrette che imponeva all'Amministratore richieste piu' o meno plausibili ai propri amministrati, ponendo come alternativa alla mancata comunicazione dei dati richiesti l'applicazione non meglio identificata di un rimborso dei costi per reperimento dei dati dalle banche dati ad utilizzo pubblico? O peggio ancora l'assoggettamento ad un illegito amministrativo? Insomma una legge che imponendo la duplicazione di dati conosciuti (o che avrebbero dovuti essere tali) crea la ormai ben conosciuta atmosfera di incertezza e di diffusa perplessita' a cui ci stiamo abituando. Con l'aggravante di creare delle colpevolizzazioni anche a coloro che cercano di rispettare in buona fede le normative.
La domanda finale potrebbe essere: ma non vi erano problemi piu' urgenti da affrontare?